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::: Fantasmi, Demoni e Mostri del Giappone
A cura di Lasair


 
+Tsukumogami+

Se cercavate un motivo per fare finalmente piazza pulita del ciarpame che vi ostinate a conservare in cantina o in soffitta dai tempi di Noè, forse l'informazione che vi sto per dare vi potrà convincere: sembra infatti che gli oggetti che raggiungono i cento anni di età, possano prendere vita e andare in giro per casa a far paura ai malcapitati che li scambiano per normali cose inanimate.
Ecco un elenco dei più comuni :P
 
  Chochinobake (la lanterna fantasma)
E' il fantasma che prende possesso delle lanterne di carta di riso. Come il Kasabake, è ritratto in genere con un solo occhio e la lingua di fuori, oppure con l'aria sconvolta come questa qui... dall'aspetto direi che l'olio per lanterne è pesante da digerire...
  Kasabake (il fantasma ombrello)
Si tratta di un parasole di carta cui spunta un occhio minaccioso, una linguaccia serpentina e una gamba umana calzata di sandalo. Pensate che libidine allungare la mano verso l'ombrello in una giornata di pioggia e trovarsi ad accarezzare una bella gamba pelosa... bleargh! :-p
  Kameosa
Nonostante il suo aspetto poco rassicurante, è uno dei pochi Tsukumogami che ha natura assolutamente benevola. Si tratta di una vecchia bottiglia di Sake', che, lasciata per molti anni senza essere usata, si mette da sola a produrre acqua, liquore e quant'altro. Così potrete avere la bottiglia piena e la moglie ubriaca.
 
  Bakezori
E' un sandalo di paglia che, essendo stato trattato impropriamente (0_o e cioè? l'hanno usato per appiccare il fuoco alla casa del vicino?), si anima e si mette a correre in giro per casa di notte canticchiando "kararin, kororin, kankororin!" Ossia "Tre occhi, tre occhi e due denti!"Pazzo e molesto, decisamente una bella rottura di scatole. Dedicato a tutte quelle che non possono resistere a comprarsi l'ultimo modello di scarpa.
  Waniguchi (il gong fantasma)
Questo è difficile che lo abbiate in casa... a meno che non siate collezionisti di antichi strumenti musicali. Si tratta infatti di una sorta di gong utilizzato come "campanello" nei templi. L'associazione con un mostrillo mangiatore di mani altrui viene dalla sua forma cava e dalle zigrinature poste vicino alla fessura che danno l'idea di denti famelici.
Pare che la trasformazione in questo caso non sia causata dalla tarda età, ma dall'essere stato rimpiazzato con un gong più nuovo...permaloso! Ehi, ma... ve le immaginate le campane mannare? Paura...
 
  Shirime
C'era una volta un samurai, che stava recandosi a Kyoto. Era notte e sulla strada non c'era anima viva. Ecco che tutto d'un tratto però una voce chiama il suo nome. Il samurai, colto di sorpresa, fa un salto e si gira di scatto. E che cosa c'era mai dietro di lui? Un uomo (ah) che comincia a spogliarsi (ahia!), si mette a novanta (eh?) e per caso gli dice "Baciami il ..."?
No, zitto zitto, lo fissa con l'occhio gelatinoso e fosforescente che ha dove una persona normale avrebbe l'ano (0_o).
Volete sapere come si chiama l'artista che anticamente lo dipinse? Yosa Buson. Ho detto tutto.